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Thesaurus AMD - Diabete e nutrizione
Nei pazienti con diabete mellito l’incidenza di malattie cardiovascolari è più alta e la riduzione del consumo di acidi grassi saturi si è dimostrata efficace nel ridurre il rischio cardiovascolare per cui l’obiettivo principale nel considerare l’apporto di grassi deve essere la riduzione dell’apporto alimentare di grassi saturi e di colesterolo.[1]
L’apporto complessivo di grassi non deve superare, come già detto, il 30 % delle calorie totali.
Il contenuto di grassi saturi, ed insaturi con conformazione trans, deve essere inferiore al 10 % dell’energia totale (Evidenza A) [2]. Un ulteriore riduzione (< 8 %) può essere utile in caso di ipercolesterolemia. La quota di colesterolo alimentare deve essere inferiore ai 300 mg al dì ed in alcuni casi di ipercolesterolemia inferiore ai 200 mg. ( Evidenza A) [2].
La quota di polinsaturi dovrà essere inferiore al 10 %. (Evidenza C). [2]
Non vi è un limite prefissato per i grassi monoinsaturi con configurazione cis (acido oleico contenuto principalmente nell’olio d’oliva): tale quota può variare dal 10 al 20% dell’energia totale giornaliera ed in maniera inversa rispetto alla quota di carboidrati in base alle abitudini alimentari e alla presenza di altre malattie metaboliche associate (per esempio ipertrigliceridemia) [3].
Va incoraggiato il consumo di alimenti contenenti acidi grassi polinsaturi del tipo omega 3 (principalmente pesce).
Studi epidemiologici evidenziano che il consumo di pesce ha un effetto cardioprotettivo [4], sono quindi consigliate almeno 2-3 porzioni di pesce alla settimana.
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