GRAVIDANZA E DIABETE
7/19/2010
Revisione sistematica e metanalisi degli effetti del trattamento del diabete gestazionale
19 luglio 2010 (Congresso Medico) – Il diabete gestazionale (GDM), definito come un diabete a insorgenza o diagnosticato per la prima volta durante una gravidanza, si associa a un aumento del rischio di complicanze per la madre e per il prodotto del concepimento, sia durante il periodo gestazionale sia al momento del parto (distocia di spalla, macrosomia, lesioni da parto, iperbilirubinemia o ipoglicemia neonatale, sindrome da distress respiratorio, necessità di parto cesareo e preeclampsia). Dati epidemiologici suggeriscono inoltre come le donne alle quali viene diagnosticato un GDM presentino un aumento del rischio di sviluppare, in epoca successiva, un diabete di tipo 2. La diagnosi di GDM si basa generalmente sull’esecuzione di test da carico orale con glucosio, anche se sono stati proposti diversi criteri interpretativi. Il riscontro di tale condizione impone vari rimedi, primo tra tutti la normalizzazione della glicemia, ma non è chiaro quali outcome possano essere influenzati dal trattamento.
Il Dott. Karl Horvath (Graz, Austria) e coll. hanno pubblicato sul British Medical Journal una revisione sistematica e metanalisi degli studi randomizzati e controllati sugli effetti degli interventi rivolti al GDM (trattamenti volti a ridurre la glicemia e/o di tipo ostetrico) in termini di riduzione delle complicanze gravidiche, perinatali e a lungo termine. L’analisi dimostra come gli interventi attivi siano in grado di ridurre significativamente l’incidenza di distocie della spalla (OR 0,40; IC 95% da 0,21 a 0,75) e di parti macrosomici (OR 0,48; IC 95% da 0,38 a 0,62), mentre non sono emerse differenze sostanziali in termini di mortalità neonatale o perinatale. Non è stata documentata neppure una maggiore incidenza di diabete mellito tra le donne con diagnosi di GDM, prevalentemente per la mancanza di dati relativi al follow-up a lungo termine.
Secondo gli autori, alcune delle evidenze sui benefici del trattamento del GDM provengono da studi nei quali le pazienti erano state selezionate mediante una strategia a due fasi, comprendente il minicarico (o lo screening dei fattori di rischio presenti) e il test da carico orale con glucosio: un approccio diverso da quello utilizzato per lo studio HAPO, sulla base del quale sono state recentemente proposte importanti novità nello screening per il GDM. Viene inoltre sottolineata l’opportunità di spiegare alle donne in gravidanza i possibili benefici legati allo screening, così come le incertezze relative alle ricadute terapeutiche di tale strategia.
BMJ 2010 Apr 1;340:c1395. doi: 10.1136/bmj.c1395.
PubMed
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