NUTRIZIONE
6/25/2010
Lipidi e rischio cardiovascolare: ruolo degli zuccheri aggiunti
25 giugno 2010 (Congresso Medico) – Una dieta a elevato contenuto di carboidrati si è dimostrata associata a un profilo lipidico sfavorevole dal punto di vista del rischio cardiovascolare, riducendo i livelli di colesterolo HDL e incrementando quelli di LDL e dei trigliceridi. Negli ultimi decenni, nei paesi occidentali, l’assunzione di carboidrati complessivi è aumentata sensibilmente anche per la diffusione d’impiego degli zuccheri aggiunti: dolcificanti a contenuto calorico addizionati ai cibi processati o preparati per renderli più palatabili e graditi al pubblico (zucchero di barbabietola o di canna e sciroppi ad alto contenuto di fruttosio). Mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) raccomanda un’assunzione di zuccheri aggiunti < 10% rispetto alle calorie totali, e l’American Heart Association (AHA) < 5%, i dati relativi alla popolazione statunitense indicano come questi carboidrati siano responsabili di oltre il 15% dell’apporto calorico globale tra i minori.
Uno studio pubblicato su JAMA dalla Dott.ssa Miriam B. Vos e coll. (Atlanta, Georgia; USA) ha valutato, in maniera originale, l’associazione tra assunzione di questa componente potenzialmente modificabile della dieta e i parametri lipidici nei 6113 adulti del NHANES (National Health and Nutrition Examination Survey) 1999-2006. Gli adulti hanno calcolato il rischio aggiustato di dislipidemia utilizzando la regressione logistica nelle categorie di riferimento (assunzione di zuccheri aggiunti < 5% delle calorie totali) e in quelle a introito più elevato (5-10%; 10-17,5%; 17,5-25%; > 25%), rilevando una media pari al 15,8% dell’apporto calorico complessivo. Tra le categorie analizzate, sono stati riscontrati una riduzione progressiva dei livelli di HDL (da 58,7 a 47,7 mg/dl) e un incremento lineare di quelli di trigliceridi (da 105 a 114 mg/dl) e di LDL (solo nelle donne: da 116 a 123 mg/dl)(P < 0,05 per la tendenza lineare). In particolare, la probabilità di avere bassi livelli di colesterolo HDL era maggiore del 50-300% tra i soggetti con un’assunzione di zuccheri aggiunti >/= 10% delle calorie totali, rispetto al gruppo di riferimento, in linea con le raccomandazioni AHA.
Gli autori sottolineano come questa categoria di alimenti, a basso valore nutrizionale, rappresenti una novità della dieta occidentale degli ultimi 50-60 anni, che sta conquistando valori percentuali sempre maggiori rispetto all’apporto calorico complessivo grazie soprattutto a bevande dolcificate e snack; studi prospettici dovranno valutare se la riduzione nel consumo di zuccheri aggiunti possa modificare in senso favorevole il profilo lipidico e il rischio cardiovascolare.
JAMA 2010;303(15):1490-1497
PubMed
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